Sempre più italiani fanno ricorso ai mutui a breve termine, con una durata inferiore ai 15 anni: a fine 2007, le erogazioni complessive dei mutui a breve termine rappresentavano il 15,4% del totale, in crescita dell'1,2% dal 2007. La ragione è da ricercarsi nell'importo degli interessi, più basso rispetto a quello di mutui a più lunga durata, proprio perché calcolato su un periodo ridotto. Se il vantaggio principale dei mutui a breve termine sta nel costo ridotto del capitale, è anche vero che rimborsare un importo relativamente elevato in poco tempo significa accollarsi una rata particolarmente alta. La spesa può superare facilmente la disponibilità di una famiglia con un reddito medio o basso, e le stesse banche impongono spesso, fra le clausole per la concessione di un mutuo, che la rata non superi il 30-35% delle entrate mensili dei richiedenti. Per poter cogliere la reale convenienza di un mutuo a breve termine, quindi, occorre avere uno stipendio complessivo che superi anche i 3mila euro netti al mese: anche così, sarà possibile chiedere solo un importo di media entità, che si aggiri quindi intorno ai 100mila euro. Resta, comunque, la possibilità di stipulare un mutuo a breve termine semplicemente ricorrendo alla surrogazione di un contratto preesistente. In questo modo, avendo già pagato una parte del capitale inizialmente dovuto alla vecchia banca, si può rinegoziare il finanziamento e ridurne la durata complessiva, trovandosi così a dover corrispondere degli interessi ridotti. Noi di Guida Mutui On Line vi ricordiamo però che il vantaggio derivante da questa rinegoziazione non sarà mai pari a quello di cui si potrà godere stipulando sin dall'inizio un mutuo a breve termine, sempre a patto che sia realmente sostenibile.