La durata dei mutui può variare di molto, a seconda dell'importo erogato e dell'ammontare della rata mensile concordato tra banca e richiedente. La durata del mutuo, dunque, è direttamente proporzionale alla sua grandezza, e inversamente correlata all'entità e cadenza dei pagamenti effettuati dal debitore. Esistono mutui a 5 anni, 10 anni, 15, 20, 25 e 30 anni, ma anche (più raramente) a 40 o 50 anni. A parità di importo erogato, man mano che si allunga la durata dei mutui si riduce l'esborso mensile delle singole rate: l'impatto sul bilancio famigliare sarà quindi più contenuto, ma prolungato nel tempo. Bisogna tenere però presente che a una durata maggiore del mutuo corrisponde anche un innalzamento degli interessi totali, calcolati ovviamente su un periodo più lungo e quindi maggiori. Viceversa, un mutuo della medesima entità ma dalla durata ridotta avrà un'elevata rata mensile, e interessi più bassi. Nel decidere la durata del mutuo, occorre prendere in considerazione le proprie prospettive di reddito, che variano a seconda del tipo di contratto (a tempo determinato o indeterminato, a progetto o part-time, e così via) e del tipo di rapporto di lavoro (dipendente o autonomo). Anche l'età è un fattore importante: il mutuo si protrarrà sino all'età della pensione, o verrà estinto prima? In molti casi, le banche fissano un limite alla durata del mutuo a seconda di questo fattore: soprattutto i mutui a 40, 50 o 60 anni sono ricompresi in offerte rivolte più di frequente a studenti o a lavoratori al di sotto di una certa soglia di età.