L'importo della rata di un mutuo dipende direttamente dall'ammontare richiesto, ed è inversamente proporzionale alla durata del finanziamento. A parità di capitale erogato, infatti, al crescere del periodo di rimborso del prestito si abbassa la rata, che per essere realmente sostenibile non dovrebbe superare il 30% del reddito mensile del richiedente. Attenzione, però: sebbene l'importo della rata sia più basso nel lungo periodo, l'ammontare di interessi corrisposto complessivamente alla banca risulta più alto. sbagliata L'ammontare della rata può essere costante o variabile nel tempo, a seconda della tipologia di mutuo contratto (a tasso fisso o variabile). In entrambi i casi, l'importo della rata deve essere comunicato in maniera assolutamente trasparente dalle banche al momento della stipula del contratto di mutuo (in caso di rata costante o tasso fisso) e ad ogni pagamento effettuato. L'importo della rata dovrebbe essere un fattore fondamentale da tenere in considerazione nella scelta del mutuo ideale, perché una spesa mensile troppo elevata può causare serie difficoltà a imprese e famiglie, soprattutto in un periodo di rallentamento economico come quello in corso. Stando a un sondaggio di Confesercenti-Swg, nel 2008 le famiglie italiane hanno pagato rate per un importo medio di 478 euro; il 23% ha speso tra i 500 e i 1.000 euro, e il 10% si è trovato a far fronte a uscite comprese tra i 1.000 e i 2.000 euro. Molti italiani percepiscono tali esborsi come eccessivi: l'84% ha dichiarato di avere difficoltà a pagare l'importo della rata, e il 64% esclude la possibilità di accendere nuovi mutui nel 2009.