Nel trimestre aprile-giugno 2009, i tassi di usura individuati dalla Banca d’Italia ammontano al 6,63% per i mutui a tasso fisso, e al 6,87% per i mutui a tasso variabile. Il calo rispetto ai trimestri passati è rilevante, se si considera che a fine 2008 la soglia era all’8,09% per i primi e dell’8,16% per i secondi. Vista la natura periodica degli aggiornamenti, tale meccanismo potrebbe teoricamente creare dei problemi nei rapporti tra banche e clienti qualora dei mutui a tasso fisso si ritrovassero, in seguito a una nuova, più bassa rilevazione, a superare la soglia d’usura. Per questo, la legge 24 del 2001 (di conversione del decreto 394 del 2000) sancisce che è da ritenersi usuraio soltanto chi concede dei mutui a tasso fisso che superano il tasso d’usura applicato al momento della stipula del contratto. La stessa norma dispone inoltre che i tassi di interesse di tutti i mutui ipotecari concessi prima del 1996 sono abbassati all’8% (per importi superiori ai 150 milioni delle vecchie lire) o al 9,96% (per importi superiori) qualora superino tali soglie.