I mutui a tasso variabile presentano un ammontare di interessi che può cambiare anche sensibilmente nel tempo, per l’intera durata del finanziamento. Il costo di un mutuo a tasso variabile è determinato dal tasso Euro interbank offered rate (più comunemente noto come Euribor), vale a dire il costo medio del denaro nelle transazioni interbancarie dell’Euro-zona. La banca, quindi, prende a sua volta in prestito il capitale, per poi svolgere una funzione di intermediario “al dettaglio” verso i clienti finali. Nel calcolo degli interessi sui mutui a tasso variabile bisogna aggiungere all’Euribor lo spread annuo applicato dalla banca. Noi di Guida Mutui On Line vi segnaliamo inoltre di prestare bene attenzione ai cosiddetti tassi “promozionali”, delle offerte messe in atto dagli istituti di credito per allettare i clienti con interessi iniziali molto bassi (anche nell’ordine dell’1%) destinati inevitabilmente a salire quando l’offerta termina (solitamente dopo pochi mesi) e il mutuo entra “a regime”. La scelta di un mutuo a tasso variabile piuttosto che di uno a tasso fisso implica una scommessa sul futuro andamento del costo del denaro. La convenienza di un mutuo a tasso variabile, infatti, è ovviamente maggiore se si prevede che l’Euribor avrà un andamento decrescente dal momento della stipula del contratto sino alla conclusione del finanziamento, o almeno per un periodo di tempo sufficientemente lungo da ridurre significativamente il prezzo finale. Molto dipende anche dal piano di ammortamento: se l’incidenza della quota di interessi rispetto alla quota capitale si riduce nel tempo, una riduzione dei tassi nel breve periodo può risultare vantaggiosa anche a fronte di un loro rialzo successivo.